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Altri indizi incastrano Michele Buoninconti

La Procura che sta effettuando le indagini sull’omicida di Elena Ceste, Michele Buoninconti, ha scoperto altri dettagli che aggravano la posizione dell’uomo.

Altri ulteriori indizi si aggiungono al caso della morte di Elena Ceste contro il marito Michele Buoninconti. Sembra che il giorno in cui Elena Ceste sparì da Costigliole D’Asti, il 24 gennaio 2014, Michele Buoninconti rise nel momento in cui il telefono della moglie appena scomparsa, iniziò a squillare.

A rivelare questo dettaglio inquietante, è stata Ester Nicola, vicina di casa di Michele Buoninconti che era presente nel momento in cui il telefono di Elena Ceste ha iniziato a squillare in mano dell’assassino.

Secondo gli inquirenti il comportamento dell’uomo, quello di aver riso in un momento alquanto tragico, è anomalo ed è degno di essere preso in considerazione.

Un altro dettaglio da non sottovalutare è stato quando Michele Buoninconti era al telefono con un’amica e si è accorto che due ruspe erano nelle vicinanze di Rio Mersa. In quel momento, l’uomo sentito in un intercettazione ambientale, si è lasciato sfuggire questa frase: “Cosa dovranno fare, che saranno venuti a fare secondo te?”. Le ruspe in quel momento erano a Rio Mersa per terminare un’opera di bonifica del terreno nelle vicinanze del fiume.

Gli operai che stavano svolgendo i lavori in quel punto hanno potuto notare il cadavere della povera Elena Ceste. Quindi Michele, secondo la Procura, in quel momento ha avuto paura di essere stato scoperto.

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