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Napoli, fermate tre persone per aver ucciso e carbonizzato una donna

La donna, Maria Migliore, 30 anni, è stata uccisa a colpi di pistola e poi incendiata nella sua auto. I tre fermati fanno parte della stessa famiglia.

I carabinieri di Sant’Antimo, località in provincia di Napoli, hanno tratto in arresto tre persone accusate della morte di Maria Migliore, una donna di 30 anni trovata carbonizzata all’interno della sua vettura qualche giorno fa. Pare che l’omicidio sia scaturito da una violenta discussione per lo spaccio della droga avvenuta tra la donna e F.R., l’uomo di 44 anni con cui la donna aveva appuntamento il giorno della sua scomparsa.

La donna è stata uccisa dall’uomo e dalla figlia, M.G.R., di 23 anni, in una strada periferica di Sant’Antimo, in provincia di Napoli, e a darle fuoco nella sua vettura, un fiat Doblò, è stato il fidanzato di quest’ultima, G.G., di 21 anni. I tre sono tutti originari di Sant’Antimo e sono accusati di omicidio, incendio e distruzione di cadavere e di violazione della legge sulle armi.

Il marito della donna trovata carbonizzata ha collaborato attivamente alle indagini, e aveva già denunciato la scomparsa della moglie il giorno stesso in cui è avvenuta, ovvero la sera del 16 novembre. I carabinieri hanno ricostruito la dinamica dei fatti in pochissimo tempo e hanno interrogato i sospettati in presenza del pm. Dopo l’interrogatorio i tre sono stati arrestati e sottoposti a custodia cautelare.

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