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Trifone e Teresa, movente del delitto forse passionale?

Pordenone, le indagini sul caso Teresa e Trifone si concentrano sulla pista passionale; intanto Ruotolo scrive una lettera a quarto grado.

A distanza di mesi non si placa l’attenzione dei media sul delitto di Teresa Costanza e Trifone Ragone, i due fidanzati di Pordenone ammazzati nei pressi del parcheggio del palazzetto dello Sport “Crisafulli”. Ad oltre sette mesi dalla loro scomparsa, la verità ancora non è emersa ma nelle ultime settimane gli inquirenti hanno fatto notevoli passi avanti e si sono concentrati ancora di più sull’unico indagato, Giosue’ Ruotolo, collega di Trifone Ragone, originario di Somma Vesuviana. La versione dei fatti fornita da Ruotolo non ha del tutto convinto gli inquirenti, che hanno analizzato la vita privata del giovane scoprendo altri dettagli utili alle indagini.

L’attenzione degli inquirenti si è nuovamente concentrata sul movente passionale e stanno scandagliando il pc e il cellulare della fidanzata di Giosuè Ruotolo, di nome Rosaria, per capire la natura del rapporto tra i due. Non è infatti esclusa l’ipotesi che tra i due ci fosse una crisi seria, che può aver portato a delle decisioni drastiche. Nel frattempo Ruotolo ha deciso di inviare una lettera alla trasmissione “Quarto Grado”, che si sta occupando a fondo del delitto di Pordenone, in cui dice di essere innocente e di non aver avuto rapporti stretti con Ragone nei mesi antecedenti alla sua morte.

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