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Caso Bozzoli: La sera l’impianto fu riacceso

A sorpresa arriva la testimonianza di uno dei dipendenti: l’operaio ha affermato che la sera della scomparsa di Mario Bozzoli l’impianto fu riacceso

Caso Bozzoli: una nuova rivelazione getta altre ombre sul giallo di Brescia. La testimonianza di uno dei dipendenti di Mario Bozzoli confermerebbe che quella sera l’impianto fu riattivato per una fiammata anomala. Un dettaglio che forse potrebbe far luce sul mistero che avvolge la scomparsa dell’imprenditore bresciano e anche sulla morte di Giuseppe Ghirlandini, uno dei suo dipendenti. Gli inquirenti sono sempre stati convinti che tra i due fatti c’è un legame ma non hanno elementi per dimostrarlo.

Secondo loro, infatti, Bozzoli non è mai uscito dalla fonderia e ancora una volta l’attenzione è stata spostata sui forni interni all’azienda. Inoltre, il mistero delle due bottigliette vuote trovate accanto al corpo di Gherardini è ancora da risolvere. Si attendono i test scientifici per far luce sulle cause del decesso dell’uomo che potrebbero portare qualche altra sconvolgente verità. Il cadavere di Ghirlandini non presentava segni di violenza, ma non si può ancora affermare se l’uomo è deceduto per morte naturale oppure abbia bevuto del liquido avvelenato.

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